Zuccanti

Marino Ceccarini

Marino Ceccarini, in arte Zuccanti, nasce a Tarquinia nel 1948.
La sua formazione non può essere inquadrata in un classico percorso di apprendimento e crescita personale. Già all'epoca della scuola secondaria aveva troppi interessi per potersi concentrare con continuità nello studio. Eccelleva in particolare nello sport e nel ballo. Per conferma, chiedere a Carla e Maria Elena (le donne di casa).

Ceccarini comincia presto a lavorare imparando diversi mestieri.

Nel 1966 esce il film di Mario Monicelli "L'Armata Brancaleone" e nel 1970, il seguito, "Brancaleone alle crociate". Per imitare i protagonisti, Marino ed i suoi amici assumono, o gli viene affibbiato, uno pseudonimo medievale. A Marino tocca "Zuccante da Cupi", che trasformato in "Zuccanti" sarà il suo nome d'artista.

Zuccanti si avvicina all'acquarello ed intraprende il suo percorso artistico con la guida di Brian Mobbs e di padre Ortensio Gionfra.
In seguito entra in contatto con il gruppo di artisti tarquiniesi che intendeva riproporre la cultura etrusca in chiave moderna e nel tempo avrà occasione di collaborare a progetti specifici e di esporre le proprie opere,  su tela e in ceramica,  insieme con quelle degli altri artisti "etruschi", in mostre o eventi a tema (tra questi, Il Bucchero 3.000 anni dopo, Ricercando il Giardino, Dimostrazioni pratiche di Raku).

Acquarelli, ceramiche e restauro


Dall'inizio degli anni '80, Zuccanti comincia ad esporre con regolarità, in mostre collettive e personali, opere pittoriche realizzate con la tecnica dell'acquarello (nel 1984 è invitato a partecipare a Minori alla rassegna internazionale dell’acquarello “Acquarellisti d’Italia e del Mondo”; nel 1985 e nel 1986 partecipa alla terza ed alla quarta edizione della rassegna internazionale "100 acquarellisti a Roma"). La sua passione per l'acquarello sarà una costante fonte d'ispirazione fino al 2011.  

A metà degli anni '80, entra in contatto con il mondo della ceramica. Nel 1989 forma, insieme con i fratelli Cesare e Giovanni Calandrini di Tarquinia, il gruppo dei Turusch che intende promuovere una nuova ed originale interpretazione della terracotta. Il progetto culmina con la mostra didattico-culturale "Il bucchero 3000 anni dopo" (edizione 1989), in cui le opere esposte sono il frutto della collaborazione dei tre artisti nella realizzazione della propria riproposta del bucchero, con coperchi dalle forme eleganti che danno una fisionomia inconfondibile alle varie opere esposte. Fino al 2000 espone con continuità in eventi personali e manifestazioni collettive (tra i titoli delle mostre e delle manifestazioni in cui è coinvolto, Terracotte, nel Giardino del Frantoio a Capalbio; Arte in Luce -nella sezione ceramica-, allestita nelle sale di Palazzo Bruschi a Tarquinia; I° Cocciales "Un Fiore per Tarquinia" e II° Cocciales "Torre Turush", nell'ambito dell’evento denominato La Piazzetta, organizzato in anni diversi a Tarquinia).

Nel 1989 comincia per Marino Ceccarini la stagione del restauro. Viene ingaggiato per restauri di opere d'arte in siti storici, soprattutto nel nord del Paese, in particolare a Mantova (fino al 1996 collabora tra l'altro al restauro degli affreschi nella Sacrestia del Duomo, i cui cartoni sono attribuiti a Giulio Romano; al restauro degli affreschi della volta e di una pala d'altare sempre nella Sacrestia del Duomo; al restauro di affreschi, stucchi e marmi nell'appartamento di Isabella d'Este in Corte Vecchia nel Palazzo Ducale; al restauro degli affreschi della Galleria del Fauno e di un affresco staccato, attribuito al Romanino, ancora nel Palazzo Ducale; al restauro di un affresco e di una sinopia staccati dall'atrio della Cattedrale di Sant'Andrea; al restauro di tele, affreschi e di un altare marmoreo nella Cattedrale di Asola; al restauro di tempere del 1860 nelle stanze delle carceri del Castello di San Giorgio). Dopo questa esperienza nel nord Italia, dal 1993 viene ingaggiato sempre per attività di restauro anche a Tarquinia (fino al 2000 collabora tra l'altro al restauro di tempere dei soffitti di Palazzo Cialdi; al restauro della Fontana di Piazza del Barigioni; al restauro del rosone in marmo e degli altari in stucco della Chiesa della Madonna di Valverde).   

La Sinopia

Nel 2003 Marino Ceccarini inaugura una propria galleria a Tarquinia, la Sinopia. Per circa cinque anni, la galleria Sinopia diventa punto di riferimento per tanti artisti del nord Europa (diverse mostre vengono organizzate in particolare con le favolose opere dei coniugi tedeschi Max e Renate Baermichl). La Sinopia proporrà tra l’altro la prima mostra di Arte Scandinava a Tarquinia (con le opere delle artiste norvegesi Brit Dyrnes, Barbro Herpes e Anne Marie Hagerup e dell'artista finlandese Pirjo Eronen). 

Al tempo della Sinopia nasce l’amicizia tra lo scrivente e Zuccanti.

Qui tutto è fermo

Negli anni tra il 2008 ed il 2010, Zuccanti cerca di interpretare con l’acquarello la frase di Vincenzo Cardarelli “Qui tutto è fermo, incantato nel mio ricordo, anche il vento”. Con opere di medie dimensioni, quasi sempre su carta, rappresenta con pochi colori il cielo e la natura della campagna circostante Tarquinia, nell’attimo individuato dal poeta, che anche i visitatori del Belvedere dell’Alberata possono cogliere. Questa particolare ricerca si interrompe quando Zuccanti comincia ad essere insoddisfatto della miscela di colori utilizzata e quando avverte la necessità di passare ad una rappresentazione di questa sua visione estetizzante del paesaggio su tele di più grande formato.

A fine estate del 2011, abbiamo organizzato insieme un evento a Marina Velka, nel giardino di Casa Annesi, dal titolo "Una Sera". Una mostra di 16 acquarelli, quasi tutti frutto di una nuova ispirazione. Zuccanti è passato nel frattempo dalla rappresentazione di una natura ben riconoscibile alla rappresentazione di un sottobosco scuro, reale o sognato, dove arrivano squarci di luce ad illuminare il mondo magico dipinto sulle tele. Considerato anche il successo dell’evento, si pensava che questa nuova fonte d’ispirazione potesse interessare a lungo l’artista Zuccanti. Sono però spesso gli imprevisti a decidere il destino delle persone, anche degli artisti.

Nuove ispirazioni - Zuccanti oggi

Ad ottobre del 2011 Zuccanti è a Roma, alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna, per visitare una mostra antologica dedicata all’artista Giacinto Cerone. Cerone nato nel 1957 è stato un genio nella sperimentazione dell’uso di diversi materiali e delle loro combinazioni nelle opere d’arte, praticata dal 1979 e fino al 2004 (anno della sua morte, all’età di soli 47 anni). Zuccanti viene affascinato da queste opere, che all’epoca della loro realizzazione rappresentavano nuove possibili modalità di lavorazione dei diversi materiali utilizzati dall’artista Cerone (tra essi ceramica, gesso, legno, plastica, marmo, vetroresina, moplen) e decide che sarà questa la sua nuova direzione artistica.

Dal 2011 e fino al 2019, utilizzando tele e tavole di piccolo formato, aggiunge via via materiali nuovi alla sua ricerca. Sente però che manca ancora qualcosa ai suoi lavori. Sente che manca nelle opere realizzate una trasmissione del senso della sua ricerca. Come già detto prima, il caso si diverte a metterci lo zampino.

Nel 2019 Zuccanti riceve, dalla sorella Giusi, la commissione per un’opera di grande formato che sarà collocata nella nuova casa dove presto andrà ad abitare. Lavorando sul grande formato, Zuccanti percepisce un maggiore equilibrio tra i diversi materiali collocati sulla tavola o sulla tela. Inoltre scopre l’oro che funziona come elemento di raccordo nella narrazione del tempo. Questo tema, inteso sia come tempo storico e sia come percorso di crescita personale diventa per l'Artista l'elemento chiave delle sue nuove opere.
A settembre del 2019 con le opere più recenti, frutto della nuova ispirazione, abbiamo organizzato un altro evento, sempre nel giardino di Casa Annesi, dal titolo “Una Nuova Sera". Le opere sono molto piaciute a chi è intervenuto. A ben guardare, nelle opere esposte si vedeva anche il futuro dell’artista Zuccanti! 

Opere recenti

Questa volta la nuova vena continua ad essere fonte d’ispirazione per Zuccanti (è già passato un anno dall’evento in Casa Annesi). Lo confermano gli ultimi lavori prodotti che faranno parte, insieme con quelli a cui Zuccanti sta attualmente lavorando, dell’evento che organizzeremo appena possibile (comunque entro il 2021). 

Vogliamo condividere con i nostri sostenitori la possibilità di apprezzare, in un luogo dalle dimensioni adeguate, questo nuovo filone dell’artista. 

Vi aspettiamo alla nuova mostra.
(H.A.)
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